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E' in vendita "Vino in Cifre edizione 2012"

Come consuetudine, il Corriere Vinicolo pubblica un numero speciale dedicato ai numeri del settore, elaborato in partnership con l’Ismea. A differenza delle edizioni precedenti, sono state implementate alcune sezioni, in particolare quella dedicata all’Unione europea e all’Italia. Qui, grazie alla preziosa collaborazione di Valoritalia, pubblichiamo gli andamenti di 20 grandi vini a denominazioni di origine, con 80 tabelle di dettaglio sia a livello produttivo che di imbottigliamento e giacenze, mentre tutta la sezione export è stata completamente rinnovata, assemblando i dati della vecchia e nuova nomenclatura combinata e offrendo lo spaccato decennale delle nostre vendite all’estero suddivise per tipologie (Dop, Igp, varietali, comuni).
Riteniamo che avere dati precisi e puntuali sia un prerequisito essenziale per gli operatori del nostro settore, chiamati a competere in mercati di cui spesso si sa poco. Su questo fronte il Corriere Vinicolo si è impegnato nell’ultimo anno con un grande sforzo di ricerca, raccolta e verifica delle fonti, spesso contrastanti e poco chiare, al punto che talune volte (rare, per fortuna) siamo incorsi anche noi in errori, vedi il caso delle giacenze di fine campagna 2011, pubblicato sull’ultimo numero di dicembre, e che i lettori troveranno rettificato all’interno della presente edizione.
L’esperienza accumulata in questi anni di pubblicazioni e analisi dice chiaramente che l’Italia vinicola manca di dati certi e univoci. Un caso unico nel panorama internazionale: non solo i grandi Paesi come la Francia sono molto più avanzati di noi sulla conoscenza di se stessi, ma persino i “nuovi” – Cile, Argentina, Australia, Stati Uniti – hanno elaborato una capacità di radiografare la propria industria vinicola sempre più precisa, tale da permettergli di costruire strategie a lunga o lunghissima visione.
Anche la Spagna e il Portogallo, che a torto consideriamo “arretrati”, sotto questo punto di vista sono molto meglio organizzati, essendosi dotati di istituti nazionali o di centri di ricerca specializzati nello sfornare analisi e numeri. Là dove non arriva lo Stato, come in Francia (si vadano a leggere i rapporti sfornati ogni settimana da FranceAgrimer per capire di cosa si sta parlando), si sono tassati o autotassati i produttori: Portogallo e Germania per esempio funzionano così.
Insomma, dove si produce vino si è compresa la necessità di avere un posto dove custodire informazioni per poi elaborare pensieri e condividere strategie: un vero e proprio caveau, dove ognuno singolarmente mette un piccolo obolo per avere indietro qualcosa che da solo non potrebbe comprare: la conoscenza.
L’invito che facciamo allora è più d’uno.
Innanzitutto alle istituzioni, ovvero Ministero, Agea, Regioni, Camere di commercio: trovino il modo per raccogliere i “dati di base” dalle varie fonti che oggi li detengono, siano esse al loro interno oppure presso enti che operano sul proprio territorio (pensiamo agli enti di controllo e alla diaspora sui dati delle Do), e li mettano a disposizione degli operatori e della stampa in modo univoco e concorde: parliamo di produzioni, superfici, giacenze, numero imprese, addetti, consumi interni, valori della filiera, finanziamenti Ocm.
Quindi, un invito agli organismi di rappresentanza, che con i numeri c’entra relativamente: smettano di ragionare come un pezzo di filiera a sé stante e incomincino a farlo come fossero un’azienda che ha terra, cantina e smercia vino in tutto il mondo e che per stare in piedi deve essere in equilibrio in tutte le sue parti. Insomma, facciano la somma dei propri “numeri” invece di continuare a farsi improduttive e pericolose sottrazioni a vicenda. Peseranno di più, ma soprattutto renderanno un servizio migliore ai propri associati.
 

Di seguito alcuni esempi di tabelle contenute nell'edizione 2012, acquistabile a soli 5 euro. Per informazioni, abbonamenti@corrierevinicolo.com

 

Le superfici vitate e le produzioni in Europa regione per regione e tipologia di vino

I prezzi all'origine delle ultime campagne in Francia, Spagna e Italia

La produzione di vino in Italia per regioni e province e per tipologie: Dop, Igp, comuni, rossi e bianchi

I dati di produzione e di commercializzazione delle principali Dop italiane (in collaborazione con Valoritalia)

 

 

I dati dell'export italiano degli ultimi dieci anni: Paesi, tipologie (sfuso, bottiglia, spumanti) e categorie doganali (Dop, Igp, varietali)

E poi ancora, consumi, bilanci di campagna, stock, i vitigni più coltivati, import-export europeo e mondiale.

 

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